BISSO: il filo dell’acqua che ci regala il mare

Bisso tra le mani

Da sempre sostengo che dal mare, gli esseri umani  abbiano molto da imparare. Ritengo infatti che si possa viaggiare per terre mai viste,   grandi e moderne città piene di gente, ma anche se percorriamo tutta la terra non impareremo mai così tanto, quanto dal mare.

Il mare racchiude così tanti saperi quanto la sua vastità, basta farlo parlare ed ascoltarlo attentamente per imparare; e quella del bisso ad esempio è  una realtà che dobbiamo conoscere tutti.

Il bisso è una seta che nasce proprio dal mare è preziosissimo perché  non si vende e non si compera, viene chiamato anche  “il filo dell’acqua”, impercettibile al tatto, evanescente, forte e luminoso è molto raro.

Si ottiene dai filamenti che secernono le Pinna nobilis, grandi molluschi conosciuti anche come nacchere, che si ancorano ai fondali sabbiosi.

Pinna Nobilis o nacchera e bisso

Il bisso è un’arte magica, che possiede  il colore dell’oro, il profumo del mare ed il sapore della leggenda, per cui merita tutta la nostra attenzione, il nostro rispetto e soprattutto la nostra protezione.

Proprio come il mare la storia del bisso, è molto antica, si narra che sia stato introdotto dai Caldei della Mesopotamia all’incirca 7 mila anni fa , viene menzionato in ben 46 passi della Bibbia, dove ne parla come il tessuto del re Salomone e della regina Ecuba. Di bisso erano realizzate le vesti dei Faraoni e successivamente anche i vari paramenti sacri dei papi e gli abiti regali di principi, di re ed imperatori.

Bisso

Il mare ci regala un’arte scandita dal tempo, caratterizzata da gesti lentissimi e sapienti, derivanti da una profonda conoscenza e da un’esperienza millenaria che ci è stata tramandata, fatta di canti, preghiere, ritmati volteggi sul telaio con un fuso in legno di ginepro a coppa. Tutto accompagnato da formule rituali che danno vita ad operazioni che richiedono ore e ore di paziente lavorazione con i tempi giusti, senza alcuna fretta, con la certezza di realizzare un’opera unica, meravigliosa e straordinariamente preziosa.

Questa è un’arte che si è tramandata di generazione in generazione dalle donne che abitavano le sponde del Mediterraneo, oggi la tessitura del bisso sopravvive unicamente nell’isola di Sant’Antioco, in Sardegna e forse anche in Puglia a Taranto.

Chiara Vigo

Custode di questo straordinario patrimonio gestuale e mistico oggi è Chiara Vigo, l’ultima tessitrice e unico maestro di bisso al mondo, vera sacerdotessa di un rito che dai Caldei si è mantenuto quasi intatto fino ai giorni nostri e che nel 2005 la sua arte è stata dichiarata dall’Unesco nientemeno che  Patrimonio Immateriale dell’Umanità.  

Le sue realizzazioni sono custodite nei più importanti musei del mondo, tra cui il Louvre e il British Museum.

Il suo lascito artistico sembra destinato ad essere tramandato alla sua secondogenita Maddalena che speriamo continui a non far tacere la voce del mare, perché in questo caso il sapere del mare viene tradotto in arte e merita tutto il nostro sostegno e attenzione, perché il “filo dell’acqua” appartiene a tutti.

Come dice Chiara Vigo

…”Il bisso è il filo che collega l’anima dell’uomo all’acqua

e l’anima dell’acqua all’uomo…è magico!…

 

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4 thoughts on “BISSO: il filo dell’acqua che ci regala il mare

  • Emma78

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    Un capolavoro!!!!

  • Silvia M.

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    Il video incanta!
    È l’antico che attraverso la voce e i gesti arriva al presente! È arte!

  • Gabriella P.

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    Semplicemente straordinaria magia femminile!!!!
    💝💝💝💝💝💝💝

  • Antonella

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    Il bisso marino si è sempre venduto e comprato, esiste un’ampia letteratura in merito. Nessuno è autorizzato a prelevarlo in quanto la pinna nobilis è rigorosamente protetta e non è consentito neppure disturbarla.
    In nessun passo della Bibbia il nome di Salomone è associato al bisso marino.(vedi Bibbia)
    Il termine ebraico citato nella Bibbia, e più precisamente nell’Antico Testamento, significa “lino finissimo”e non bisso marino.
    La signora non è l’unica che ancora esegue la lavorazione del bisso marino. Ci sono anche altre donne che ancora lo fanno, persino nello stesso paese della signora.
    Non corrisponde al vero che la sua arte sia stata dichiarato Patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Gli unici elementi italiani proclamati sono:
    1) L’Opera dei pupi siciliani (proclamata nel 2001 e iscritta nel 2008)
    2) Il canto a tenores della Sardegna (proclamato nel 2005 e iscritto nel 2008)
    3) L’arte della liuteria a Cremona (2012)
    4) La dieta mediterranea (2013)
    5) Le celebrazioni religiose con grandi strutture processionali a spalla (2013)
    6) La coltivazione della vite ad alberello di Pantelleria (2014)
    (Vedi sito UNESCO)

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