Visitare Milano: Il Ponte delle Gabelle e il Naviglio della Martesana

Finalmente il restauro di un angolo suggestivo della Vecchia Milano, il Ponte delle Gabelle, nel cuore “antico” del quartiere di Porta Nuova è terminato e ci permette di rivivere un passato meneghino che non c’è più.
Il Ponte delle Gabelle ci svela un’altra storia, quella di Milano città d’acqua, che profuma di nostalgia, cortili fioriti, lenzuola pulite.
Infatti il singolare nome del ponte in pietra locale, edificato sul Naviglio della Martesana, che qui un tempo scorreva, ci racconta di costosi dazi, tasse e gabelle che chi navigava sulle acque del Naviglio era costretto a pagare entrando in città da nord-est, per oltrepassare i Bastioni Spagnoli.


Oggi, guardando le trafficate vie di San Marco, Melchiorre Gioia e viale Monte Grappa, sembra difficile immaginare che al loro posto, non così tanti anni fa, scorressero le acque dei Navigli, percorse dalle imbarcazioni e dalle merci più varie, per arrivare al Ponte delle Gabelle, giù nella conca leonardesca dell’Incoronata fino al laghetto di San Marco.
Oggi si vedono, In fondo a via San Marco , le grandi porte lignee coi possenti battenti che bloccavano il passaggio dell’acqua sono quelle progettate da Leonardo da Vinci e disegnate nel “Codice Atlantico” dove il tomo originale conservato nella Biblioteca Ambrosiana, si può vedere e addirittura sfogliare.


Un curioso saliscendi che ancora oggi cogliamo percorrendo la scalinata in granito che da via San Marco conduce ai Bastioni di Porta Nuova. Proprio qui, dalla sommità, si gode di una sorprendente veduta sulle nuove “guglie” di Milano, la Torre Unicredit e degli avveniristici profili degli altri grattacieli di Porta Nuova sorti intorno a Piazza Gae Aulenti.
Sotto l’unico ponte in “ceppo d’Adda” con la garitta di mattoni, oggi si svela un passato di questa zona definita “piccola Venezia”che coi suoi canali attraversava il centro storico. Questo punto era uno snodo cruciale tra la cerchia cittadina dei Navigli e la Martesana, il canale che collegava Milano al fiume Adda, mentre il nome attuale di “conca dell’Incoronata”, si riferisce alla presenza della Chiesa quattrocentesca di Santa Maria Incoronata.
Oltre ad una gradevole passeggiata della “vecchia Milano”, il percorso si può estendere in bicicletta lungo il Naviglio della Martesana seguendo le indicazioni di una guida singolare il “Codice Atlantico” e del suo autorevole realizzatore: Leonardo da Vinci.

Percorso lungo il Naviglio di Leonardo

Un tempo, come precedentemente detto, c’erano i Navigli, oggi ci sono le piste ciclabili.
Interessante è quella della Martesana che corre lungo l’antico canale di collegamento tra Milano ed il fiume Adda, esattamente a est della città.
Questo significa che si può pedalare dai grandi grattacieli di Porta Nuova fino a Lecco, sul lago di Como.
Basta seguire il fiume, ammirare le conche disegnate da Leonardo da Vinci nel “Codice Atlantico”, i castelli viscontei, le prime centrali idroelettriche del Novecento, pedalare sotto il ponte di Paderno d’Adda che con un’unica campata di ferro collega le due rive della gola e a Imbersago salire sul traghetto disegnato dal maestro del Rinascimento, l’unico ancora in funzione che sfrutta il movimento dell’acqua.

Imbersago -ricostruzione del traghetto disegnato da Leonardo da Vinci

Se vogliamo seguire una guida turistica unconventional come il Codice Atlantico di Leonardo, dobbiamo arrivare in fondo a Via Melchiorre Gioia, all’altezza di Cassina dè Pomm, la vecchia locanda col glicine rampicante dove si trova il Caffè Martesana.

Cassina dè Pomm

In questo punto il Naviglio riemerge a cielo aperto, fiancheggiato dalla pista ciclabile.
Viene chiamato anche “Naviglio Piccolo” e in 38 Km. affronta un dislivello di 19 metri, che un tempo veniva superato dalle imbarcazioni grazie al sistema delle “conche leonardesche”.
La barca entrava in una roggia laterale, le porte si chiudevano e l’acqua veniva tolta oppure immersa fino a raggiungere lo stesso livello del canale esterno.
Il tratto fino a Cassina de Pomm fu inaugurato nel 1471, mentre il tratto che entrava in città , ora interrato, che si collegava alla navigazione interna fino al Tombòn de San Marc a Brera, fu ultimato nel 1496.
Questi erano gli anni in cui Leonardo da Vinci era ospite degli Sforza. Nel ‘500 il Naviglio diventa un collegamento importantissimo per la campagna lombarda, tanto che lungo le sue rive sono nati in poco tempo, Borghi, cascine, Ville patrizie e locande.
Questo percorso, che consiglio caldamente, ci offre un paesaggio incredibile adatto per un gradevole week end da ciclisti anche amatoriali.

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