Milano: scopriamo Via Montenapoleone

Via Monte Napoleone di Milano è considerata la quinta via più lussuosa al mondo, la via del brand , ma passeggiando e ammirandola viene da chiedersi, “prima cosa c’era?”

Guardandola più a fondo e con curiosità scopriamo che già nel Medioevo la zona era considerata come “il quadrilatero”, non della moda ovviamente, ma perché aveva il limite  delle mura romane ed il limite naturale del fiume Seveso che qui scorreva ed ora è sotto il manto stradale sul lato dispari della via.

Allora si chiamava “Contrada di Sant’Andrea” e vi sorgevano i palazzi fortificati delle famiglie nobili, i monasteri femminili e orti per la sussistenza.

Tutto il paesaggio cambia completamente nel ‘700 con l’arrivo degli austriaci. In questo periodo Milano diventa  sempre più potente e si arricchisce di palazzi neoclassici, maestosi e opulenti.

In quest’area per ospitare le famiglie più importanti si effettua una grande ristrutturazione  architettonica.

Da contrada di Sant’Andrea diventa  contrada del Monte Camerale, dal nuovo monte di pietà cittadino ubicato nella via .

Dieci anni dopo con l’arrivo della dominazione francese e la nascita dell’omonima istituzione finanziaria, la via cambiò ancora una volta nome in contrada del Monte Napoleone, nome che venne poi accorciato in contrada del Monte con la caduta del Regno d’Italia. Con l’Unità d’Italia infine e la conseguente riforma sul nome delle vie, venne ribattezzata col nome attuale.

I gossip dell’epoca sostengono che  Napoleone con la sua smania di “grandeur” la rinominò  Monte Napoleone e la via, o meglio il quadrilatero, divenne il quartiere dei “riverissi” ovvero delle persone di cultura e dei gentiluomini che al passar delle signore si toglievano il cappello.

Nella zona, ma soprattutto in questa via si ritrovavano a cospirare i patrioti e nasce qui parte del risorgimento italiano con le sue storie e i suoi aneddoti.

La via fu teatro durante le Cinque giornate di Milano dell’insurrezione dei cittadini contro gli Austriaci.

Già dalla fine dell’Ottocento Montenapoleone, si caratterizza sempre più per essere una via del lusso. Famiglie ricche ed importanti vi si trasferiscono e al tempo stesso aprono uno dopo l’altro diversi antiquari e gioiellieri di fama internazionale.

Già a partire dagli anni cinquanta via Monte Napoleone s’impone come una delle vie più importanti del commercio mondiale.

Quando passeggiamo oltre ai negozi ammiriamo i palazzi che ci circondano e guardiamoli con un occhio particolare, come ad esempio.

Via Monte Napoleone 1

Nel 1843 fu il primo palazzo acquistato da Giuseppe Verdi. Poi lo ha venduto e si è trasferito nel vicino Hotel et de Milan nella famosa camera 108, ancora visitabile.

Un altro personaggio che ha abitato qui è stato Tommaso Grossi.

Il palazzo fu ricostruito dopo la guerra.

Via  Monte Napoleone  2

La struttura ha mantenuto lo stile neoclassico, realizzato dall’architetto Albertolli dell’Accademia di Brera, appartiene alla famiglia Palazzi –Fossati già Taverna di origine longobarda, la  famiglia Taverna era proprietaria di Palazzo Isimbardi, considerata delizia estiva.

Nel 1816 in questo palazzo,  vi abita Carlo Porta, considerato il maggior poeta milanese, dove qui istituisce “la cameretta Portiana” un famoso salotto letterario della città meneghina , in questo luogo si discute e si chiacchiera di cose importanti, tanto che nasce il detto “ far cameretta”!

In questo palazzo negli ’50 la  stilista Mila Schön, grazie al suo show room, ha dato l’avvio alla zona a diventare l’area della moda per eccellenza.

Via Monte Napoleone  3

Palazzo Carcassola-Brandi nel ‘400 fu di proprietà di un ricco commerciante di stoffe, nel ‘700 il palazzo fu acquistato dai Crespi che gli danno lo stile neoclassico, qui all’interno in un’abitazione privata è conservata l’ultima scala linea datata del ‘500, ha soffitti ottagonali ed è ancora affrescato. Attualmente la famiglia Brandi l’ha messo a reddito.

In questo luogo ha abitato Emilio Morosini, personaggio molto attivo nelle 5 giornate di Milano, spinto da grossi ideali, perde la vita a soli 19 anni.

Caffè Cova Via Monte Napoleone

Palazzo Mariani, nel ‘300 il proprietario aveva stretti legami e rapporti economici con gli Sforza, si dice che l’architetto sia il Solari, primo architetto del Duomo e di Santa Maria delle Grazie.

Fino al 1782 qui viene istituita la sede del Monte Camerale, quando al Piermarini viene richiesto il restauro ed una ristrutturazione, decide di non toccare gli interni.

Il Verri ha abitato qui.

Nel 1830 il palazzo viene stravolto e l’assetto antico viene perduto.

Nell’800 nasce la moda del caffè (trieste-Napoli-Venezia-Padova-Torino).

Cova a Milano, prima si chiamava “Caffè dei Giardini” e si trovava vicino al Teatro della Scala, aveva arredamenti curatissimi e lussuosi perchè Antonio Cova si divertiva ad allestire le sale con pezzi pregiati. In questo luogo si incontravano i risorgimentali come Mazzini, oppure i futuristi con Marinetti.

La caffetteria si trasferisce in Monte Napoleone nel 1950 dopo la 2° guerra mondiale, perché venne completamente distrutta. Attualmente  la caffetteria non appartiene più alla famiglia Cova, ma ad un fondo fiduciario.

Via Monte Napoleone 14

In questo palazzo nel 1830, visse Giuditta Pasta, famosa cantante lirica, sposa di un noto avvocato milanese. Qui è stato ospitato Sthendal.

Il palazzo è stato bombardato nella seconda guerra ed  è stato ricostruito, interessante e caratteristica  la sua galleria interna.

Via Monte Napoleone 18

Questo palazzo è il più scenografico dei Melzi di Cusano, nel 1830 è stato affidato il progetto al Bareggi.

I bassorilievi ricordano le imprese di Francesco Sforza, sono opera di Gaetano Monti, allievo di Canova, all’interno vi sono decorazioni romane rinvenute.

I bassorilievi originali  attualmente sono all’interno del palazzo per un fattore conservativo.

Qui inizialmente c’era una chiesa datata 1162, San Domino alla Mazza, in origine sembra che fosse un tempio dedicato a Giano e ad Ercole con una mazza.

Il palazzo subisce bombardamenti, ma viene restaurato in toto.

Probabilmente ci sarà la sede di un museo dedicato alla storica Coltelleria Lorenzi.

Facciata su Via Monte Napoleone - Foto di Palazzo Vidiserti Dozzio, Milano  - Tripadvisor

Via Monte Napoleone 21

Palazzo Vidiserti Dozzio racchiude oltre a pregiate architetture anche storie importanti, una di queste è che è dotato di due ingressi, uno su via Bigli al n. 10 e uno in via Montenapoleone n. 21 .
Questo palazzo fu il primo luogo in cui si insediarono i capi dell’insurrezione delle Cinque Giornate milanesi, ancora oggi una targa ne ricorda l’ingresso dei capi dell’insurrezione popolare ai tempi del Risorgimento.
Gli insorti infatti, dopo aver conquistato il Palazzo del Governo, trovarono rifugio dagli austriaci proprio tra le mura del palazzo, trasformandolo nel quartier generale della prima giornata di combattimento.
In realtà poi, il loro soggiorno presso questa nobile dimora durò poco, in quanto i capi dell’insurrezione scoprirono che il doppio ingresso, da via Bigli e via Monte Napoleone, non era favorevole per la difesa. Si trasferirono così a Palazzo Taverna, dall’altra parte della strada rispetto a via Bigli.
Il palazzo ha origini cinquecentesche e nel cortile che oggi è porticato sui lati delle vie mantiene solo una traccia di un portico risalente al XV secolo. Al suo centro si trovano delle palme. Un tempo le palme non c’erano, ma c’era un pozzo che, nel Cinquecento, richiamava tantissime persone grazie alle sue acque definite miracolose.
Si narra infatti che le acque del pozzo di Ca’ Videserta, com’era nota e chiamata a quei tempi dai milanesi, avessero poteri curativi in grado di aiutare chiunque soffrisse di problemi agli occhi. Nel Rinascimento però il pozzo venne chiuso dalle autorità che lo ritenevano solamente una superstizione e da allora, pochi conoscono la storia dei poteri curativi delle acque di Palazzo Vidiserti Dozzio.

Via Monenapoleone 23

Palazzo Gavazzi 1838 dell’Architetto Clericetti , stile neoclassico, presenta sale affrescate con i miti dell’amore del mondo greco e romano.

Questo palazzo ha ospitato Carlo Cattaneo ed il governo provvisorio per la città di Milano delle 5 giornate.

Ora la famiglia lo ha destinato ad uno spazio commerciale con Buccellati, tipica oreficeria milanese, orafo di riferimento di Gabriele D’Annunzio per i cadeaux alle sue amanti, mentre per lui venivano commissionate penne e tabacchiere.

Passeggiare per Via Monte Napoleone ed il quadrilatero di Milano, non solo ha il sapore della moda e della bellezza, ma anche della storia e del vero spirito milanese.

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