Wearable technologies: con la ricerca e la tecnologia il design diventa indossabile.

Wearable technologies durante la Milano Design Week 2016: il design indossabile user-oriented

52525_375144_329544473776453_1546944674_nSono in corso presso BASE, la nuova realtà milanese per la creatività e la cultura con sede nello stabilimento ex Ansaldo in zona Tortona, due giorni di workshop alla SMART Academy di Reply Smart Park, lo spazio di Spark Reply, una società del gruppo Reply specializzata in Consulenza, System Integration e Digital Services, dedicata all’ideazione, progettazione e implementazione di soluzioni basate sui nuovi canali di comunicazione e i media digitali.

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Lo Reply Smart Park è un acceleratore di idee guidato dal Design Thinking dove in un percorso esperienziale il visitatore può provare alcune soluzioni ad alto contenuto tecnologico, dalle frontiere della Virtual Reality all’Internet delle cose. A conclusione dell’eperienza tecnologica una sessione di Design Thinking Process stimolerà l’immaginazione del visitatore e lo porterà a generare idee e innovare servizi.

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I workshop si concludono oggi e coinvolgono i docenti e i migliori studenti dei Master Universitari di POLIdesign, Consorzio del Politecnico di Milano.

Venere FerraroAbbiamo intervistato Venere Ferraro, Dottore di Ricerca in Design al Politecnico di Milano che ci spiega il suo campo di studi: <<Gli obiettivi della mia ricerca sono rintracciabili in due macro aree: Wearable Technologies, che vede un approccio design-driven basato sull’utente in contrasto a quello technology-driven generalmente usato nell’ambito; Interaction Design, finalizzato alla definizione della product experience ed al ruolo della tecnologia nell’interazione uomo-macchina. Ciò che unisce le due aree è lo user-centred design.>>

I workshop sono 3. Il primo, tenuto dai docenti Venanzio Arquilla e Davide Genco, definirà un concept di app/servizio legato all’uso dei dati generati; per ogni concept saranno guidati allo sviluppo di un’interfaccia specifica (paper prototyping o simili). Il secondo, con i docenti Venere Ferraro e Venanzio Arquilla, ha come obiettivo generare nuovi scenari di applicazioni per un settore specifico delle Wearable Technologies. Il terzo, gestito con i Master TAD (Transportation & Automobile Design) e MYD (Yacht Design), riguarderà l’ipotesi di sviluppo di interfacce per mezzi a guida autonoma.

Saranno presentate nel secondo workshop alcune tecnologie e prodotti esistenti e sarà chiesto di individuarne degli ambiti di applicazione “innovativi” in relazione alla salute con output di nuovi concetti di interfaccia (in questo caso sia fisica che digitale).
Nello specifico Reply fornirà due prodotti che gli studenti potranno analizzare ed utilizzare: il calzino per Runner sensoria (www.sensoriafitness.com) e il caschetto EEG.

Cosa ti aspetti dal workshop e dai progetti degli studenti?

<<Mi aspetto che partendo dai due prodotti che hanno a disposizioni ne comprendano le potenzialità pensando “out of the box” (fuori dagli schemi) carpendo nuovi bisogni dell’utente finale e di conseguenza nuovi scenari d’uso. Perché non usare il calzino sensorizzato, ad esempio, per il pilates, per la correzione della postura, per comprendere se in certi contesti lavorativi (carico-scarico merci) l’utente ha un carico eccessivo? E inoltre, perché non pensare il caschetto EEG (in grado di rilevare emozioni e onde celebrali) come dotazione per gli autisti di autobus o autotreni per individuare il loro livello d’attenzione ed evitare i frequenti “colpi di sonno”.>>

Cosa è per te l’innovazione? Si può ancora innovare e in che modo?

<<Beh l’innovazione è l’applicazione di un’ invenzione giusto? A mio avviso innovare significa, e mi collego a quanto detto prima, individuare e soddisfare dei bisogni di un determinato utente in determinati contesti. Certo che si può ancora innovare! Come? L’ho appena detto!>>

Nel tuo campo di ricerca, un nuovo scenario nella progettazione “tradizionale”, in che modo interviene il design?

<<Lavoro nell’ambito delle wearable technologies (tecnologie indossabili) da dieci anni ormai, e ciò che ho sempre visto nelle sperimentazioni e nella ricerca in tale ambito è sempre stato un approccio definito “technolgy-driven” ossia fondato sul mero “sfruttamento” tecnologico. Le Wearable Technoglies sono infatti nate nel mondo militare e in quello medicale. Negli ultimi cinque anni, lo scenario è cambiato, fitbit, apple watch, google glass ma, a mio avviso, non si può ancora parlare di un vero e proprio mercato e qui entra il gioco il design. Un designer in tale campo deve rendere “abilitante” la tecnologia deve “modellare la tecnologia in un modo che sia desiderabile per l’utente finale” e non creare degli oggetti scintillanti che dopo qualche mese, lo assicuro, perdono il proprio “fascino”. Ritorno al file rouge che lega tutto fin dalla prima domanda. E’ necessario un approccio “user-oriented”, cioè capire e leggere l’utente. Solo così si può fare una “bella” innovazione anche nel mondo dei wearable. Ma questo è il mio punto di vista.>>

Clicca qui per leggere il nostro articolo sulla Milano Design Week 2016.

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One thought on “Wearable technologies: con la ricerca e la tecnologia il design diventa indossabile.

  • Caterina Golino

    on

    Molto interessante. Il Dottore di ricerca ha puntato su due innovazioni di straordinaria efficacia! Complimenti!

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