Milano: percorso Giardini Pubblici Indro Montanelli

Vi propongo una passeggiata molto particolare in una delle zone del centro meneghino, in cui non vi annoierete.

I Giardini Pubblici di Corso Venezia, oggi chiamati Indro Montanelli, sono il primo progetto di creare uno spazio verde milanese a destinazione pubblica. Per realizzarlo sono stati utilizzati gli orti e i giardini dei conventi limitrofi e poi soppressi.

La loro esecuzione appartiene a Giuseppe Piermarini intorno al 1783-1886.

Successivamente i Giardini Pubblici furono ampliati tra il 1857 e il 1881 prima da Giuseppe Balzaretto e più tardi da Emilio Alemagna che gli diedero l’aspetto di parco paesaggistico all’inglese, con vasti prati, pittoresche macchie di alberi, laghetti, alture artificiali, finte rocce, statue e monumenti, tra cui quello dedicato a Indro Montanelli nel luogo dove ci fu l’attentato e a cui furono intitolati gli stessi giardini nel 2002.

Perchè visitarlo

A mio avviso passeggiare al suo interno si scopre che l’ambiente centralissimo, contiene tanta bellezza, tanto verde e soprattutto quello che diventa evidente, un tessuto di musei ai quali si accede facendo poche centinaia di passi l’uno dall’altro.

Al suo interno si trovano bar alternati e una sorprendente collezione di paesaggi, ogni volta diversi, soprattutto con il cambio di stagione, tutti da scoprire perché narrano la città e il suo spirito meneghino: quello di rivelarsi piano piano. 

Percorso

Museo civico di Storia Naturale

(Corso Venezia 55)

Il percorso inizia dal Museo civico di Storia Naturale, uno dei più importanti musei naturalistici d’Europa, L’edificio neoromanico ultimato nel 1919, possiede al suo interno le importanti raccolte naturalistiche donate dal collezionista Giuseppe De Cristoforis e dal botanico Giorgio Jan.

Oggi il museo, peraltro più volte rimaneggiato, comprende 20 sale con le varie sezioni, una biblioteca specializzata e la civica siloteca Cormio, una raccolta di legni con finalità didattiche, di ricerca e di sperimentazione tecnica, un archivio fotografico, un laboratorio sperimentale e una falegnameria, per lo studio organico del legno e la conseguente diffusione delle conoscenze acquisite.

Civico Planetario Ulrico Hoepli

(C.so Venezia 57)

Procedendo lungo il perimetro dei giardini sul lato destro del Museo incontriamo Il Planetario e la relativa Fondazione che furono donati alla città nel 1930 dall’editore Ulrico Hoepli, astronomo dilettante.

Il caratteristico edificio a forma di tempietto classico è sormontato da una cupolina in rame ed è opera di Piero Portaluppi.

Al suo interno ancora adesso si possono osservare le evoluzioni degli astri in un cielo stellato artificiale e ascoltare conferenze illustrative molto interessanti.

Monte Merlo

Proseguendo all’interno dei giardini sempre lungo il suo perimetro, si raggiungono i bastioni di porta Venezia che si presentano in tipico stile viennese con la strada alta.

Passeggiando, ci si imbatte nell’altura di Monte Merlo, con il suo ponte e con una costruzione elegantissima in stile liberty dove un tempo dopo una piacevole passeggiata all’interno dei giardini si poteva degustare un caffè oppure una buona cioccolata.

Oggi la struttura è diventata un asilo molto esclusivo.

Monte Merlo racchiude un antico mistero, quello di essere stato nel V secolo d.c. la sede del drago sputafuoco Tarantasio, il quale minacciava i milanesi e mangiava i bambini.

Sembra che dopo tre giorni di lotte cruenti, Umberto Visconti, capostipite della nobile casata, uccise il drago, proprio qui.

Questa è una delle tante leggende che spiegano la presenza del contorto biscione con un uomo tra le fauci nello stemma visconteo.

Palazzo Dugnani

(Via Manin 2)

Proseguendo tra vari sali e scendi contornati da piante, giardini e corsi d’acqua, si raggiunge Palazzo Dugnani, una specie di villa suburbana del ‘600/’700 con l’importante fronte interna che si affacciata sul parco. All’interno sulla volta del salone da ballo, campeggia il grandioso affresco di Giovanni Battista Tiepolo, con le storie di “Scipione e Messinissa”. Purtroppo, molto danneggiato a causa delle bombe del 1943.

Villa Reale

(Via Palestro 16)

Proseguendo lungo il lato dei Giardini Pubblici, sempre lungo il suo perimetro, si rimane abbagliati dalla lussuosa residenza suburbana di Lodovico Barbiano di Belgioioso che si trova di fronte in via Palestro.

Realizzata da Leopold Pollak, che per i temi dei decori sia esterni che interni chiese la consulenza di Giuseppe Parini.

La villa fu acquistata in seguito dal governo per Napoleone e divenne la dimora di illustri personaggi.

Nel 1919 il Comune di Milano ne divenne proprietario, ora è sede della Galleria d’Arte Moderna GAM.

Oltre alla Galleria all’interno si possono ammirare gli arredi originali, come porte, lampadari, caminetti, consolles, soffitti con rilievi, stucchi policromi, affreschi di artisti neoclassici.

Alla Galleria è stata aggiunta la collezione Grassi, collocata al secondo piano.

Dalle finestre è possibile ammirare il “giardino della villa”, riservato ai bambini fino ai 12 anni e ai loro accompagnatori.

Sempre in via Palestro al numero civico 14, dove un tempo sorgevano le scuderie della Villa Reale oggi si trova il PAC, Padiglione di arte Contemporanea. Fu distrutto nel 1993 in un attentato, dove persero la vita cinque persone e riedificato, tale e quale.

L’Obelisco del Bottonuto

Prima di terminare il giro e raggiungere il retro del Museo di Storia Naturale, sempre dai giardini si può osservare sulla destra l’alberata via Marina con i Boschetti, un verde percorso concepito nel 1787 da Giuseppe Piermarini come completamento dei Giardini Pubblici diretto verso il centro della città.

Nel suo punto focale venne collocato l’obelisco del Bottonuto, che da un quartiere malfamato, venne spostato con il suo significato di segno solare, al centro di questo boschetto come simbolo della Milano illuminista. Quest’area era prediletta dal Parini e dal Foscolo, tanto che divenne in quell’epoca meta di passeggiate eleganti e luogo ideale per le feste popolari della città napoleonica.

Buona passeggiata e buona scoperta del parco, delle sue statue e dei suoi alberi secolari, un vero catalogo a cielo aperto che incuriosisce appena entrati!

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2 thoughts on “Milano: percorso Giardini Pubblici Indro Montanelli

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