San Leucio ed il suo innovativo Borgo Borbonico

unconventionaal_tour Il Borgo borbonico

Dopo aver visto alla televisione un documentario di Piero Angela su San Leucio ed il suo Borgo Borbonico sono rimasta impressionata ed incuriosita.

Ho fatto una ricerca, dopodiché entusiasta mi sono ripromessa di parlarne perché ritengo sia importate che un piccolo Borgo italiano, un vero gioiello di arte,  gusto e innovazione, grazie a Ferdinando di Borbone sia così avanti coi tempi e di un’attualità incredibile.

La fama di questo luogo è legata alla manifattura della seta, vera e propria fortuna che trasformò quella che era una residenza di caccia del re, il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio, in una vera e propria realtà industriale alla cui base vigevano principi di uguaglianza sociale ed economica, ancora oggi gli stessi principi sono , assolutamente moderni. Incredibile!

Unconventional_tour San Leucio

Questo luogo prese vita grazie a Ferdinando IV che stanco degli intrighi della corte reale casertana, volle costruirsi un ritiro solitario, sulle colline che fiancheggiavano il Parco di Caserta dove già sorgeva un rudere di una cappella dedicata a San Leucio, il martire brindisino, dal quale il luogo prese il suo nome.

In questo luogo il re voleva trascorrere del tempo spensierato, insieme alla suoi lazzari, con cui amava stare in compagnia.

A quei tempi  si chiamavano  così  i giovani dei ceti popolari di Napoli, da cui poi deriva il termina “Lazzaroni”.

Successivamente nel 1178 il re fece  realizzare una fabbrica della seta con una sorta di comunità con tanto di case e scuole il cui funzionamento era legato ad uno specifico Codice delle leggi che sanciva l’autonomia del piccolo borgo e ne regolamentava il funzionamento.

Questo codice vedeva  uomini e donne come pari, stesso lavoro, stesso salario e, inoltre, formazione gratuita e obbligatoria per tutti.

Col tempo le testimonianze della presenza della famiglia reale sono quasi un tutt’uno con quelle delle varie attività degli operai e dei maestri della seta, dell’attività scolastica, delle abitazioni delle maestre e del direttore, insomma dal sogno di Re Ferdinando prende forma una comunità completamente  autonoma chiamata appunto Ferdinandopoli. Strepitoso, una vera lezione di vita!

 

Successivamente re Carlo di Borbone, pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l’arte della tessitura, per poi lavorare negli stabilimenti reali, una sorta di Masterclass.

Venne così costituita nel 1778, su progetto dell’architetto Francesco Collecini, una comunità nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità.

Ai lavoratori delle seterie veniva data una casa all’interno della colonia, ed era inoltre prevista anche per i familiari la formazione gratuita e qui il re istituì difatti la prima scuola dell’obbligo d’Italia femminile e maschile che includeva discipline professionali.

Le abitazioni furono progettate così bene, addirittura con acqua corrente e servizi igienici private, che sono ancora oggi abitate.

 

La richiesta dei manufatti in seta si sviluppò in modo consistente, il mondo intero voleva pregiarsi dei  tessuti che uscivano dalla “Real Colonia Serica di San Leucio“, pezzi unici, manufatti eccezionali tra tende, arazzi e broccati in grado di vestire ogni dimora di raffinata eleganza e di notevole qualità.

Ancor oggi, le produzioni di San Leucio si possono ritrovare in Vaticano, al Quirinale, nello Studio Ovale della Casa Bianca.

Una curiosità; le bandiere di quest’ultima e quelle di Buckingham Palace sono fatte con tale materiale.

Visitare la fabbrica serica significa effettuare un interessante percorso di archeologia industriale.

 

Nelle sale si trovano strumenti per la produzione e la  lavorazione della seta,oltre ad un’ampia sala con telai in legno perfettamente funzionanti, inoltre  i due torcitoi sono stati ricostruiti sugli antichi disegni esistenti. Ognuno di questi piccoli sistemi industriali del periodo borbonico svolgevano il lavoro di 20 operai. Nel piano superiore i fili dei torcitori venivano utilizzati per  realizzare il tessuto con l’uso dei fili di trama colorata a cui venivano attribuiti nomi esotici come ad esempio “Acqua del Nilo”.

Ferdinando di Borbone è stato un vero precursore dei tempi, un esempio da seguire, soprattutto nei giorni nostri.

BLOCK NOTES

Per info:

Belvedere San Leucio tel. 0823 301706

Assolutamente consigliata una visita al Complesso Momumentale del Belvedere e al suo Museo, ma è bene telefonare perchè le visite si effettuano solo su prenotazione.

Orari, numeri di telefono e prezzi (scarica il pdf)

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