Milano e la colonna del Verziere

Quattro secoli fa Largo Augusto era un luogo davvero malfamato, si trovavano criminali di ogni sorta, meretrici e pure delle fattucchiere pareva fosse per Milano il regno del peccato.
Solo con le prime luci del giorno si purgava di tanta immoralità, per far spazio a carri e barconi pieni di merci per il mercato ortofrutticolo, l’antico Verziere.
Proprio per questo suo essere lo “stomaco” vivo della città, lì venne innalzata, a scongiurare la peste, la colonna votiva che ancora oggi vediamo, era il lontano 1580.
La colonna, sorta là dove c’era il mercato viene descritta anche Nel saggio “La colonna infame” di Alessandro Manzoni , dove viene raccontata una Milano che ha subito tra il 1576 e 1577, pochi anni prima, della famosa peste descritta nei “Promessi Sposi” una altrettanto violenta pestilenza.
La storia della Colonna Infame tratta del processo sommario e della condanna di morte inflitta al barbiere Gian Giacomo Mora in quanto accusato di aver diffuso con sostanze “misteriose” il contagio della peste. Questo episodio, reale, doveva far parte del romanzo “I promessi sposi”, ma Manzoni preferì isolarlo e pubblicarlo separatamente come saggio.

statua del Cristo Redentore sulla colonna del Verziere

La costruzione di colonne votive a quel tempo, era molto diffusa a Milano e se ne contavano decine, anche se quelle giunte integre fino a noi sono purtroppo molto poche.
Generalmente sulla loro sommità si riconosce la statua di un santo. La funzione consiste nell’esprimere un voto, cioè una promessa a Dio , in nome del suo intervento a protezione della città.
La colonna del Verziere fu eretta affinché cessasse l’epidemia di peste.
Nel corso dei secoli essa fu utilizzata come altare per la celebrazione delle messe a beneficio anche degli ammalati che potevano così assistere alle funzioni religiose. La statua del Cristo Redentore posta in cima comparve solo nel 1673. L’opera, realizzata da Giuseppe e Gian Battista Vismara, fu disegnata da Francesco Maria Richini.

Foto del Verziere ripresa dalla colonna 1910 circa

Passa la peste e passano anche gli anni, anzi i secoli e nel 1860, all’alba del Regno d’Italia, alla colonna viene affidato il compito di ricordare i caduti delle Cinque Giornate di Milano del 1848, i cui nomi sono incisi sui lati del basamento e tuttora visibili, benché, qualche anno dopo, nel 1895, fu inaugurato il monumento alle Cinque Giornate di Giuseppe Grandi al centro dell’omonima piazza a Porta Vittoria.

Smontaggio della colonna del verziere

Adesso Largo Augusto è interessata dai lavori per la linea blu della metropolitana e per fare spazio al cantiere, l’antica colonna del Verziere è stata rimossa e sistemata in un deposito e verrà rimessa al suo posto solo a lavori conclusi.
Aspettiamo di rivedere presto la colonna al suo posto e che anche la peste contemporanea , il “Coronavirus”, al suo rientro sia stato ampiamente debellato.

Approfondimenti : Vecchia Milano e Neiade Milan Tours

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5 thoughts on “Milano e la colonna del Verziere

  • Eugenio

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    Mia nonna mi ha raccontato che Il primo mercato ortofrutticolo milanese era chiamato in dialetto “Verzée”, per la grande quantità di verze che vi si commerciavano ed era alle spalle del Duomo; quando fu aperta piazza Fontana si spostò poco distante, tra la nuova piazza e l’attuale largo Augusto!

  • Alessandra

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    La mia Milano…Ogni luogo è un ricordo personale oltre che storico…

  • Oreste

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    Bella ricostruzione storica.

  • Flavia

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    C’è una bella leggenda milanese che racconta che, nel Seicento, una giovane donna, di nome Caterinetta, fu rapita da una banda di malfattori che le uccisero il padre e che volevano usarle violenza. Fu salvata dall’intervento di uno di questi che, innamoratosi di lei, la sottrasse ai complici. L’amore fu ricambiato da Caterinetta, finchè il giovane fu catturato e condannato a morte sotto questa colonna. Al momento dell’esecuzione Caterinetta si gettò dalla finestra per raggiungere il suo amore. Il Cristo Redentore sulla colonna allora si girò dall’altra parte per non assistere a tanta disperazione.
    Probabilmente la statua fu girata sul proprio asse in occasione di un restauro, ma la leggenda è bella e commovente.

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