Milano curiosità sui nomi di alcune vie

Milano è una città molto antica, le sue vie hanno talora nomi che si perdono nel tempo, dai Celti, ai romani oppure dai Visconti agli Sforza e via dicendo e man mano che la città nel tempo si è ingrandita, le dominazioni sono cambiate e così anche i nomi delle strade, le attività ed il loro significato. La storia ci accompagna ovunque, scopriamo come e impariamo a leggerla, almeno in una piccola parte.

La prima identificazione delle vie milanesi risale al 1785, durante la dominazione austriaca, grazie al conte Wilzeck, governatore di Milano, che Impose insegne, numeri civici progressivi e lampioni a olio all’angolo delle vie.

Dal 1861 con la costituzione del Regno d’Italia, il Comune di Milano, subì un definitivo cambiamento in quanto decise di dare un forte impulso alla trasformazione edilizia della città e con essa, anche alla  sua toponomastica, che è lo studio scientifico dei nomi di un luogo.

Si decise infatti che le vie avessero una propria numerazione civica, partendo dal Duomo, con i numeri pari sul lato destro e i dispari su quello sinistro, abbandonando così il vecchio sistema della numerazione progressiva, quello austriaco per intenderci.

Ed ecco che delle tantissime vie milanesi alcune derivano il proprio nome da fatti o da immagini strettamente legati alla storia di Milano e che, suscitano particolare curiosità per i loro aneddoti tipicamente meneghini.

Come ad esempio, partendo dal centro appunto, se ci facciamo caso abbiamo le Vie dei Mestieri , quasi tutte intorno allo storico fulcro dell’attività politica e commerciale della città.

Via Armorari, gli armaioli oggi conosciuta per il mercatino domenicale, sul retro del Cordusio, per i collezionisti di numismatica e filateliaPrende il nome dalle  botteghe e officine che qui producevano e commerciavano in armi.

Via Spadari , prende il nome dalle botteghe che producevano e commerciavano in armi bianche, qui si realizzavano spade e corazze per tutta la corte prima viscontea e poi sforzesca.

Via Orefici chiamata così per la presenza, ancora oggi, di laboratori di oreficeria.

Via Speronari , prendeva invece il suo nome dalle botteghe che, durante il Rinascimento, producevano e commerciavano, bardature e finimenti per cavalli, ma anche elmi.

Via Cappellari, un tempo conosciuta come Via dei Berrettari,  prende il suo  nome naturalmente dalla presenza di artigiani impegnati nella fabbricazione dei copricapo.

Piazza dei Mercanti, che fino al XIX secolo oltre ad essere il luogo di scambi era il posto dove si svolgeva  la  Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!, tipico termine milanese che  esprimeva lo stupore delle persone, adulti e bambini,  verso quello che veniva presentato sui banchi di vendita.

Mentre l’etimologia della parola di Piazza Cordusio deriva dal latino “Curia ducis” per cui  stava ad indicare il luogo dove, durante la dominazione longobarda, si svolgeva l’amministrazione della giustizia.

Non lontano invece, Via Moneta, a pochi metri da Piazza Affari, sede della Borsa, sembra associarsi alla presenza dell’antica zecca romana.

Spostandoci  verso Via Bergamini, accanto all’Università Statale, la via ci ricorda il tempo in cui era il luogo  dei venditori di formaggi, perchè quasi tutti i provenivano dalle valli bergamasche ed è quindi facile intuirne la derivazione del nome.

Poco lontano da qui,  si trova la chiesa di San Bernardino alle Ossa all’interno della stessa è conservata una tavola cinquecentesca di San Lucio protettore dei fabbricanti di formaggio, la chiesa era anche sede della confraternita dei produttori di formaggio.

Via Laghetto. In questa zona, nel 1388 Gian Galeazzo Visconti, fece creare una sorta di piccola darsena con lo scopo di far attraccare i barconi carichi di mercanzie  tra le quali il  prezioso marmo di Candoglia per la costruzione del Duomo. Cinquecento anni dopo, l’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe, lo fece interrare perché le esalazioni dell’acqua e le zanzare molestavano i malati del vicino ospedale.

Altre curiosità la famosa Via Bagutta, invece era considerata la via dei “bevitori”, “baga” infatti, in dialetto, sta ad indicare l’otre di vino e in milanese con il termine “bagà” si intende colui che beve di gusto.

Oppure Via Bagnera , molti milanesi la conoscono solo per la storia del primo serial killer italiano Antonio Boggia, che intorno al 1859 faceva vittime a suon di ascia e mannaia, ma il nome della via in realtà è ben più antico, in quanto indicava la presenza di un bagno pubblico in epoca romana.

Per alcune vie poi ci sono varie opinioni e “correnti di pensiero”, per esempio per Via Brisa esiste una tesi che farebbe derivare il nome dal latino dove, con il termine “brisa”, si intende la “vinaccia” e questa teoria, data la vicinanza con le vigne di Leonardo, potrebbe non essere lontana dalla verità, ma, altri ancora, sostengono che “brisa” derivi dal quartiere degli immigrati bresciani, detti Brixii, che si stabilirono qui in epoca romana.

Oppure spostandoci dalla zona ci portiamo in Brera , per l’etimologia di via “Fiori Chiari e via “Fiori Oscuri” che in realtà è legata alla vicinanza di due porte cittadine che erano contraddistinte, da uno stemma, legato a sua volta al sestiere di riferimento. Porta Nuova non lontana da via dei Fiori Oscuri, aveva nel suo stemma, il colore nero, da cui il nome della strada, mentre via dei Fiori Chiari era nei pressi di Porta Comasina, che aveva tra i colori dominanti il rosso, che ha una tonalità più chiara del nero.

Successivamente il gossip dell’epoca che è la voce del popolo, ci riporta che in Via dei Fiori Chiari, esistesse un collegio per giovani fanciulle illibate e nel suo proseguimento, nel tratto successivo ,oltre la Pinacoteca di Brera, Via dei Fiori Oscuri, invece, sembra ci fosse un “bordello” ovvero una “casa chiusa”, una sorta di sacro e profano,  a questo punto  maliziosi pettegolezzi e storielle non mancano a stuzzicare la fantasia delle persone nel nome  e nel ricordare  queste due vie, anche ai giorni nostri!

Ovviamente non finisce qui la storia delle strade milanesi, perchè ci sono ancora tante vie da narrare, ma lascio a voi che mi leggete il compito di ricercarle e raccontarle!

Buona ricerca

 

 

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13 thoughts on “Milano curiosità sui nomi di alcune vie

  • Giangiacomo

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    Io so che Via Ponte Vetero, a metà strada tra il Castello Sforzesco e Brera, deve il suo nome a uno dei più vecchi ponti di Milano.

  • Patrizia

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    In dialetto milanese “ciusset”, indica una via stretta e brutta, da qui deriva il nome della deliziosa Via Chiossetto di fronte al Palazzo di Giustizia!!!!

  • Io ho letto da qualche parte che Via Pantano si chiama così perchè anticamente era una zona boschiva e fangosa 😉😉

  • Gabriella

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    Che meraviglia!❤

  • Peppe

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    El laghet ….in milanese!!!!

  • Brunella

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    L’origine del nome di alcune delle vie del centro … davvero interessante.

  • Palma

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    Molto interessante. Affascinante. Grazie.

  • Teresa

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    Io abito in zona e so che Via Molino delle Armi , si chiama così perchè pare, ci fosse un antico mulino adibito ad arrotare le armi bianche come spade, sciabole e coltelli, industria molto fiorente nell’epoca delle Signorie.

  • Maria Cristina

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    Mia nonna Marisa, mi ha detto che Via Foppette si chiama così perchè in questa zona passava il canale Lambretto che straripando durante le piogge primaverili, formava dei pantani con dei fossi e avvallamenti chiamati “foppe” o “foppette”!!!

  • Celeste

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    Via degli Omenoni deriva da quegli otto giganti posti sul portone delle breve stradina 😑

  • Gigi

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    Io ho letto che l’origine della denominazione di via Olmetto sarebbe forse per la secolare presenza, a metà della via, di uno storico albero di olmo, che diede poi il nome a questa strada.

  • Costantino.

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    Ciao, io so che via Dogana si chiama così per la presenza in epoca romana, di un deposito doganale e che era una via piena di magazzini, ricca di taverne, che servivano esse stesse da cantine e magazzini.😉

  • Antonietta

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    Io ho letto che il nome di Via Rugabella deriva da un francesismo “Rue belle” perchè si racconta che Luigi XII, passando di lì in visita a Milano, fece un’esclamazione che la definì in questo modo.

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