Le mostre “dormienti ” in Italia in attesa del risveglio

Perfettamente allestite, appuntate nell’elenco dei desideri di molti. Eppure chiuse. Sono le mostre che in tutta Italia restano sbarrate in attesa di un “si aprano le porte, con tutte le cautele del caso” da parte del Governo.
Certo, molte di queste sono rimaste in contatto con il proprio pubblico grazie al mondo virtuale dei social e del website ma è evidentemente impossibile colmare il vuoto.
Vediamone alcune, cominciando da quelle che sono già al loro doppio “sonno”, nel senso che erano appena partite quando a chiuderle fu il lockdown di primavera, salvo risorgere con il sole d’estate e poi tornare nuovamente al buio.
Nella categoria delle veterane dell’Era Covid è, al Palazzo Roncale di Rovigo, “La quercia di Dante”. Visioni dell’inferno. Dorè, Rauschenberg, Brand”, aperta lo scorso 28 febbraio e adesso prolungata sino al 17 gennaio 2021.
Sorte analoga anche per un’altra mostra celebrativa di Centenari. A Rovigo, per quello di Dante, Previati in questo altro caso, è ricordato a Ferrara, al Castello Estense con la mostra “Tra Simbolismo e Futurismo. Gaetano Previati”. Inaugurata il 9 febbraio 2020, dovrebbe concludersi il 27 dicembre, salvo proroghe.

Accanto a queste due veterane, diverse altre vivono un poco gradito letargo in attesa del colpo di bacchetta magica che le risvegli.
In ordine sparso, “Marc Chagall “anche la mia Russia mi amerà”, a Palazzo Roverella di Rovigo. Salvo proroghe, chiuderà il 17 gennaio, mentre a Padova morde il freno “van Gogh. I colori della vita”, prevista sino all’11 aprile.

È pronta a farsi ammirare sino a sino al 5 aprile, ad Abano Terme (Pd), nel Museo Villa Bassi Rathgeb, “Seicento-novecento. Da Magnasco a Fontana. Collezioni in dialogo sono la Bassi Rathgeb e la Merlini”.
Tempi brevi, sempre che non intervengano auspicabili proroghe, per “Mio Vanto, Mio Patrimonio”. L’arte del ‘900 nella visione di Leone Piccioni”, al Museo della Città di Pienza.
Al Palazzo della Podestà di Montevarchi (AR), luci spente anche per la monografica su “Ottone Rosai”, che dovrebbe concludersi il prossimo 31 gennaio.
Sempre salvo proroghe, a Cremona, “Orazione Gentileschi. La fuga in Egitto e altre storie” è, per adesso, prevista sino 31 gennaio, in Pinacoteca Ala Ponzone.
Prolungata invece sino al 14 febbraio a Camera , Centro Italiano per la Fotografia, naturalmente a Torino, per «Paolo Ventura. Carousel».

Qualche settimana in più, sino al 14 febbraio, alla Nuova Pilotta di Parma per la mostra “Fornasetti. Theatrum Mundi”, aperta lo scorso 3 giugno.
Il 31 gennaio è la data prevista per la chiusura di “La mano che crea. La Galleria pubblica di Ugo Zannoni (1836-1919). Scultore, collezionista e mecenate”, aperto il 27 giugno scorso a Verona, Galleria d’Arte Moderna Achille Forti a Palazzo della Ragione.
Sono, negli scorsi mesi, iniziate a Ravenna le Celebrazioni per il Settimo Centenario Dantesco. L’intensissimo programma ravennate ha preso il via con “Dante nell’arte dell’Ottocento. Un’esposizione degli Uffizi a Ravenna. Dante in esilio”, ai Chiostri Francescani, dove resterà sino al 5 settembre 2021. Il secondo appuntamento è alla Classense con la mostra “Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante” di cui è già certa la proroga oltre il 10 gennaio, iniziale data di chiusura.

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