
La natura, la terra e la storia per trascorrere un soggiorno in completo relax.
Il pacchetto è organizzato dall'Hotel Andris di Ercolano. Dalla struttura ricettiva è possibile visitare gli importantissimi siti di interesse archeologico, patrimonio dell’Unesco, quali gli scavi di Pompei, Ercolano, Oplonti ed il Vesuvio.
Lungo il percorso storico si intrecciano "Le Strade del Vino" che in Italia portano alla scoperta delle migliori produzioni vinicole, offrendo assaggi, degustazioni ed anticipazioni delle nuove annate. Un paesaggio naturalistico senza eguali che sprigiona una delle migliori produzioni di vino della regione: il Lacryma Christi (bianco e rosso del Vesuvio D.O.C.).
Perfettamente mantenute sono le storiche cantine di "Fuocomuorto", la cantina più antica dell'area vesuviana, le sue origini risalgono al 1780. Le cantine offrono sempre presentazioni, assaggi e programmi di ricerca per migliorare il prodotto e di conseguenza per mantenere e valorizzare la natura circostante, madre e culla di questa perla inebriante.
La zona circostante offre diverse attrattive storico-naturalistiche: gli scavi di Ercolano, il Parco Nazionale del Vesuvio (Gran Cono) e il MAV (Museo Archeologico Virtuale) dove La tecnologia è al servizio dello spettacolo interattivo.
| Validità: | Tutto l'anno |
| Partecipanti: | Minimo 4 persone |
| Durata: | 3 giorni/2 notti |
| Quota di partecipazione per persona: | 120 € |
20 % di sconto sul prezzo di prodotti in vendita presso lo shop del Museo Archeologico Virtuale ed un ticket d’ingresso di € 10.00 cad. comprendente: ingresso al percorso museale con audio guida e visione del film in multiD “Ercolano e Pompei 79 d.C.: l’eruzione del Vesuvio”.
Situata su un promontorio alle pendici del Vesuvio, la cittadina di Ercolano (Herculaneum) all'epoca della grande eruzione del 79 d.C. era una centro satellite della vicina Napoli, a carattere essenzialmente residenziale e non soprattutto commerciale come Pompei. Fondata dagli Osci nel VII secolo a.C. come apprendiamo da Strabone (ma la tradizione la voleva creata da Ercole, che le avrebbe dato il nome), passò in seguito sotto il dominio degli Etruschi e quindi dei Sanniti.
Seguì la stessa sorte di Pompei e, dopo aspre lotte, divenne municipium sotto il dominio di Roma. Al momento dell'eruzione del Vesuvio, diversamente da Pompei, che fu seppellita da una pioggia di cenere e lapilli, Ercolano venne travolta da una marea di fango e detriti vulcanici, che diedero luogo, solidificandosi, ad una sorta di banco tufaceo durissimo, alto tra gli 8 e i 10 metri, all'interno del quale poterono conservarsi, molto meglio che a Pompei, le parti superiori delle costruzioni e anche tutti i materiali organici, come il legno, i tessuti, i resti del cibo, ecc., per cui ci si offre una visione unica della vita privata antica.
Il re Carlo di Borbone, un appassionato tutore del patrimonio culturale e archeologico napoletano, fece riprendere nel 1738, con ingenti mezzi, gli scavi nel punto in cui li aveva abbandonati il principe d'Elboeuf nel 1709 che aveva ritrovato diverse sculture. Fu così ritrovato il theatrum, che è tuttora accessibile soltanto dai cunicoli settecenteschi non essendo stato nuovamente scavato in epoca recente. Non lontano fu ritrovata la Basilica, un grande edificio rettangolare anch'esso per lo più ancora sepolto dal fango solidificato.
Tra le sue rovine furono rinvenuti degli splendidi affreschi ora custoditi al Museo Archeologico di Napoli, raffiguranti Ercole e Teseo. Lo scavo di un pozzo a pochi km ad ovest di Resina condusse a una scoperta importante, una sontuosa villa suburbana, la celebre Villa dei Papiri, edificio tuttora sepolto a una profondità di 20-25 m. Il complesso della villa si estendeva per oltre 250 m. parallelamente alla linea costiera. L'atrio, preceduto da portici, conservava la decorazione parietale. Più che per la sua struttura architettonica, la villa diventò immediatamente famosa per i suoi straordinari reperti; nell'atrio, lungo i peristili e in alcuni degli ambienti era infatti disposta la più ricca serie di sculture che sia mai stata rinvenuta in un'abitazione privata. Il nome della villa le viene dal ritrovamento, in un piccolo ambiente adiacente al peristilio di più di 1700 rotoli di papiro, un'intera biblioteca, in gran parte imballata e chiusa in casse, forse a causa dei lavori di restauro seguenti al terremoto del 62 d.C.
Per maggiori informazioni visitare il sito web: http://www.pompeiisites.org.
Il Vesuvio, che con la sua mole affiancata da quella del Monte Somma si staglia sullo sfondo del panorama della città di Napoli, è indiscutibilmente il più celebre vulcano del mondo. La sua fama deriva anzitutto dalla storica eruzione del 79 d.C. con la quale entrarono nella storia le città romane di Pompei ed Ercolano, distrutte e allo stesso tempo rese immortali da lava, cenere e lapilli ma anche dal fatto di essere l'unico vulcano attivo dell'Europa continentale, il più studiato della terra, e di trovarsi in un'area ad elevatissima densità abitativa.
In realtà, il Vesuvio e il Somma costituiscono un unico complesso vulcanico, un vulcano bicipite del tipo "a recinto", la cui attività ebbe inizio tra i 25.000 e i 17.000 anni fa. In tale epoca, il vulcano era costituito dal solo Somma, alto oltre 2000 metri; un'eruzione particolarmente violenta ed esplosiva (forse proprio quella del 79 d.C.) portò al crollo delle pareti sud-occidentali di questo, mentre al suo interno si formava un cono più piccolo, corrispondente approssimativamente all'odierno Vesuvio.
L'orografia di questo territorio è cambiata continuamente nel tempo, con il succedersi delle eruzioni, esplosive o effusive; in seguito all'ultima di queste, nel 1944, si è definita la struttura attuale, con il cratere del Vesuvio che misura circa 1,5 km di circonferenza, ed ha una profondità di 230 metri. L'altezza massima del Vesuvio è di 1281 m, mentre quella del Somma è di 1132 m, per una circonferenza complessiva alla base di 50 km; i due monti sono separati da un vallone detto Valle del Gigante, sul cui fondo sono ben visibili le lave del 1944; il recinto meridionale del Somma, completamente crollato, ha dato origine ad una vasta area semipianeggiante, detta Piano delle Ginestre. Nel 1995, su un territorio di 8.500 ettari comprendente 13 comuni, venne istituito il Parco Nazionale del Vesuvio, a tutela della ricca vegetazione (di tipo mediterraneo sul versante vesuviano, più brullo; a carattere forestale sul versante sommano, più umido) e di una caratteristica fauna.
Oltre ai 9 sentieri naturalistici del Parco Nazionale, è possibile visitare la sommità del Vesuvio (il Gran Cono) e la bocca del cratere, da dove si può godere un panorama incomparabile: il capoluogo, il golfo di Napoli e quello di Gaeta, la penisola Sorrentina, l'agro nocerino-sarnese. Un tempo, la storica funicolare (1880-1944) e poi una seggiovia consentivano di raggiungere la vetta; oggi è possibile giungere in auto fino al parcheggio a quota 1000 m, per poi proseguire su un sentiero. L'attività odierna del Vesuvio si limita alla presenza di piccole fumarole, sintomo di un riposo attivo; la fase di quiescenza attuale, determinata dall'ostruzione della bocca eruttiva, sembra destinata a terminare, in un futuro più o meno lontano, con una eruzione esplosiva, la cui violenza e potere distruttivo saranno direttamente proporzionali alla durata di questa fase di riposo.
Il vulcano è tuttavia costantemente monitorato attraverso una fittissima rete di sensori e strumentazioni all'avanguardia. Ad occuparsi di ciò è l'Osservatorio Vesuviano, istituzione fondata -primo centro vulcanologico al mondo- nel 1845 da Ferdinando II di Borbone; la sede storica, una costruzione neoclassica a quota 609 m, risparmiata più volte dalla lava, ospita oggi un'esposizione permanente sul vulcano e la sua storia, oltre a collezioni di minerali, strumenti d'epoca e una ricca biblioteca. Il moderno centro di ricerche si trova invece oggi a Napoli, nel quartiere di Fuorigrotta.
Per maggiori informazioni visitare il sito web: http://www.vesuviopark.it.
Un tuffo nel passato attraverso un'esperienza multisensoriale, per conoscere e scoprire nel dettaglio, le realtà storiche di Ercolano e Pompei prima e durante l'eruzione vesuviana del 79 d.C. con le dettagliate ricostruzioni in 3D. Questa la mission del MAV, struttura che nasce nel cuore di Ercolano e che garantisce una nuova modalità di fruizione culturale.
Il visitatore sarà trasportato in un contesto virtuale ricostruito fedelmente, grazie all'uso delle più moderne tecnologie. Il viaggio inizia dopo aver oltrepassato una sorta di porta ancestrale che smaterializza i corpi nei flussi dell'intelligenza connettiva e che conduce alla scoperta dei nomi e dei volti degli antichi Ercolanesi, con i quali si viene a conoscenza della storia della comunità e del loro stile di vita.
Per maggiori informazioni visitare il sito web: http://www.museomav.it.
Il 12 luglio 1780 rappresenta la data in cui fu completata la realizzazione della cantina Fuocomuorto,come dimostrato sia da documenti notarili sia dalla data impressa sulla muratura della cantina di proprietà della famiglia Oliviero da oltre 220 anni.
Questa cantina è una vera e propria opera d’ingegneria. E’ stata scavata sotto un lastrone di roccia vulcanica di qualche eruzione pliniana ed ha una spessore da 3 a 5 metri. Queste cavità si sono create come conseguenza del fenomeno dell’ ingrottamento del magma vulcanico. Lo scavo della cantina,fu realizzato a mano, asportando la sabbia e rinforzando la roccia con opere murarie che ancora oggi svolgono la loro funzione statica di sostegno dell’ampio casolare sovrastante, di pertinenza dell’attività agricola che svolgeva la famiglia Oliviero nell’ampia tenuta.
Nella cantina si vinificava e si conservava il vino proveniente da uve coltivate nella propria azienda e commercializzato nelle diverse cantine locali, nonchè per il consumo della locanda Fuocomuorto condotta dalla famiglia Oliviero. Sono ben conservate i reperti dell’ attività di vinificazione come il pigiatore (luogo dove si pigiavano le uve con i piedi) utilizzato per l’ultima volta nel 1906, dove in seguito ad una eruzione vulcanica la cantina fu invasa e completamente sotterrata dalla furia di una lava di cenere mista ad acqua e sabbia vulcanica. Questo pigiatoio è stato conservato per 100 anni sotto 3 metri si sabbia e cenere.
I lavori di scavo per il rinforzo della volta rocciosa della cantina lo hanno riportato alla luce nel Dicembre del 2006. Ben conservate sono ancora le due cisterne per la raccolta delle acque piovane in uso fino a pochi anni fa. Sono ancora ben visibili le impermeabilizzazioni che venivano realizzate con il lapillo pressato per contenere le acque piovane. Molto interessante è anche il sistema di areazione della cantina con due aperture in posizione sud/ovest e in posizione nord/est. L’ingresso principale è costituito da una apertura naturale della cavità originale.
L’apertura secondaria ( nord/est ) è stata ricavata perforando i 3 metri di roccia su cui si basa il fabbricato rurale ed è stata fatta per garantire la ventilazione del locale cantina. Le due cisterne e le due aperture sono posizionate ai 4 punti cardinali tale da garantire una ventilazione ottimale in tutti i periodi dell’anno e in tutte le condizioni atmosferiche tali da garantire temperature e umidità per la ottima conservazione del vino Lacryma christi per tutto il periodo dell’anno e soprattutto nelle torride estati. Questa cantina, nell’ultimo conflitto mondiale è stata utilizzata dagli abitanti della zona e da molti sfollati che provenivano dall’abitato di Resina (ora Ercolano) come luogo di rifugio dai bombardamenti degli americani, trovando ospitalità e sicurezza.
Questa cantina è stata oggetto di ristrutturazione con opera di rinforzi per la migliore staticità dell’edificio rurale. La cantina è oggi utilizzata come luogo di conservazione del vino prodotto nell’azienda agricola di proprietà di Vincenzo Oliviero che ha ripreso sia l’attività di viticoltura che di vinificazione del suo antenato omonimo, producendo il vino Lacryma Christi D.O.C.
Per maggiori informazioni visitare il sito web: http://fuocomuorto.it.
Andris Hotel offre, inoltre, ai Suoi Ospiti su richiesta un comodo servizio navetta gratuito, in uscita al mattino, per il Centro Storico di Ercolano e con tariffe molto vantaggiose per tutte le altre destinazioni.
