Il tempio dell’aperitivo milanese, riapre con una veste contemporanea

Quella del Camparino in Galleria di Milano è una storia che dura da più di un secolo. Il legame tra Milano, il Campari e l’aperitivo avviene nel 1867, subito dopo l’Unità d’Italia. La Galleria Vittorio Emanuele II era ancora in costruzione , verrà infatti inaugurata nel 1877 e Gaspare Campari, il padre dell’amaro Campari, decise di aprire il suo Caffè proprio all’angolo con Piazza Duomo. Il 1867 è anche l’anno di nascita di Davide Campari, figlio di Gaspare, colui che rese intramontabile il suo cognome legandolo per sempre al bitter rosso. Fu proprio in Galleria che nel 1919 Davide decise di chiamare il locale con un diminutivo del suo cognome, Camparino.

Fortunato Depero: Gradisce un Campari?

Il Camparino è stato, fin dall’inizio, un incontro fra eleganza e innovazione. Una di queste modernità era un sistema meccanico per il quale l’acqua gassata arrivava direttamente dalle fresche cantine in modo tale che i clienti potevano bere una nuova bevanda alcolica, il Campari Soda, ghiacciata al punto giusto e perfetta per l’aperitivo. Ma a contribuire al mito del Camparino è stato soprattutto il luogo, la posizione e poi gli interni, in stile Liberty, realizzati da alcuni dei migliori artisti e artigiani italiani che seguirono l’estetica e le disposizioni artistiche europee dell’Art Nouveau.

Bar di passo credits stefano vergari photography

Gli arredi invece furono realizzati dall’ebanista e decoratore Eugenio Quarti, dal maestro della lavorazione del ferro Alessandro Mazzucotelli e dal pittore Angelo d’Andrea, autore del mosaico simbolo del Bar di Passo. All’interno del Camparino esistono più anime che contribuiscono all’unicità del luogo, al piano terra, si trova il Bar di Passo, con i suoi mosaici, al primo piano la Sala Spiritello, che affaccia direttamente sulla Galleria Vittorio Emanuele II, impreziosita dall’opera di Leonetto Cappiello del 1921, diventata una vera e propria icona del marchio Campari. A queste due storiche sale se ne aggiunge una, in un piano interrato, ricavato dagli spazi utilizzati in passato come magazzini.

Sala Gaspare Campari

Oggi la sala Gaspare Campari ha preso vita dall’intervento di restyling finito nel 2019, curato dallo Studio Lissoni Associati, il quale è riuscito a mantenere ed esaltare l’eredità storica e i dettagli Art Nouveau, ridefinendone al contempo l’identità contemporanea. Se da una parte c’è stato un recupero della tradizione, dall’altra l’innovazione ha portato verso un arredamento di design che ha dato al Camparino la disponibilità di dividere le sale per diversi utilizzi. Ad esempio la sala Gaspare Campari, ora è adibita a corsi di bartending, degustazioni ed eventi privati è il manifesto dello stile di Campari. Una parete di bottiglie rosse, le etichette, le figure e i cartelloni futuristi di Fortunato Depero, sono messi in risalto dal nuovo restyling .

Sala Spiritello

E se il Bar di Passo è stato ristrutturato preferendo un lavoro conservativo volto a valorizzarne il patrimonio liberty, lo Spiritello è un’elegantissima sala che si affaccia sulla Galleria. Qui l’architetto Lissoni ha dialogato attraverso forme e materiali contemporanei con lo stile storico Campari, il rosso delle bottiglie e delle poltrone, il vetro di alcune pareti che richiama il ghiaccio e l’elegantissimo bancone. Ma oltre alla tradizione dell’aperitivo il Camparino con il suo restyling ha aggiunto un nuovo percorso verso l’eccellenza.


Le cucine e la pasticceria direttamente sul posto nei laboratori interni fanno in modo di offrire un’esperienza gastronomica a tutto tondo nel cuore di Milano e nel luogo che ha inventato un modo di vivere tipico italiano. Fra un Campari Soda, un Negroni o altro si possono assaggiare piatti unici preparati da chef che hanno saputo interpretare lo spirito del tempo milanese.

La Milano “da bere” senza l’aperitivo non sarebbe la stessa e l’aperitivo senza il Campari non avrebbe quel fascino che lo rende uno degli appuntamenti...in Galleria più attesi della giornata meneghina. Il Camparino in Galleria, inoltre grazie alla sua storia, al suo fascino e stile è entrato nella classifica mondiale dei cinquanta “World’s Best Bars”.La valutazione e premiazione dei migliori bar del mondo.

Il Camparino in Galleria

P.za del Duomo, 21
20121 Milano
02 8646 4435

Orari:

Lunedi-Sabato dalle 9.00 a.m. alle 12.00 p.m.

domenica dalle 9.00 a.m. alle 22,00 p.m.

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4 thoughts on “Il tempio dell’aperitivo milanese, riapre con una veste contemporanea

  • Fabio & Valentina

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    Siamo tornati e non siamo rimasti delusi. Atmosfera giusta è non caotica come lo è solitamente sotto le feste. Personale molto gentile. Ve lo consiglio!!!!

  • Diego

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    Su 4 cocktails assaggiaggiati, il più sorprendente è stato il “Compadre” con gusto torbato e profumo di cedro.

  • Sebastiano

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    Abbiamo prenotato per un aperitivo nella sala Spiritello. Si entra solo su prenotazione, quindi non c’è la confusione del piano di sotto.

  • Giorgio

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    Forma e sostanza dei drinks sono ai massimi livelli. Vengono accompagnati da un aperitivo gourmet, giustamente non troppo abbondante come ad esempio macaron alla cipolla, pesche acerbe che sostituiscono le olive.

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