30 ore a Venezia

1

Appunti di viaggio sulla Venezia dei veneziani.

Venezia circa 10 milioni di turisti l’anno e 50 mila residenti che hanno i loro segreti per evitare l’invasione.
Nonostante tutto però i passi dei turisti che tra una foto ed un selfie si dirigano verso “Rialto” e “San Marco” a volte si sovrappongono con quelli di chi compie i gesti comuni della vita quotidiana come lavorare, fare la spesa, incontrare gli amici . Gli occhi di chi abita vedono cose diverse o meglio le stesse cose in maniera diversa.

Corte veneziana

Corte veneziana

Chi è “foresto” per cambiare prospettiva e vivere la città lontano dai soliti stereotipi deve iniziare ad essere disposto a provare un lieve senso di smarrimento che si prova quando si incontra una calle senza uscita, ma che può regalare scoperte sorprendenti.
Con questo spirito , quello dei veneziani, mio marito ed io, abbiamo scoperto in 30 ore, una città che grazie all’acqua ha ritmi diversi da qualsiasi altro luogo, dettati dalle maree, dai vaporetti, dai passi nelle calli.
Arrivati nelle prime ore del pomeriggio in occasione di una festa a cui siamo stati invitati, da un nostro amico veneziano, per il Carnevale , abbiamo approfittato per fare una passeggiata.
Ci dirigiamo verso il mercato del Rialto, cuore economico della Serenissima dove tutto si vendeva e si vende tutt’ora. Rivo Alto ancora oggi mette d’accordo sia turisti che locali, qui tutti si ritrovano e proprio qui il mio lato vanitoso ha preso il sopravvento e mi metto alla ricerca di una maschera tipica veneziana. Trovata! è fatta a mano ed è un prodotto italiano , acquistata in una tipica bottega certificata (Il marchio Venice Selection – High Quality Venetian Craft) dove mi fanno vedere la lavorazione e mi raccontano la storia di questa tradizione.

Passeggiata a Venezia

Passeggiata a Venezia

I veneziani ovviamente ci tengono a preservare e proteggere il loro artigianato, gli antichi mestieri e le loro tradizioni secolari contro l’invasione di ogni sorta di cineseria. Amano il Teatro , non a caso qui nasce la “Commedia dell’Arte” e la Musica che viene proposta nelle chiese, palazzi, oppure in luoghi particolarmente suggestivi.
Rientrati a casa del nostro amico ci prepariamo per la festa .

casino Venier

Alla sera intorno alle ore 21 ci siamo recati alla “Festa in maschera del Casino Venier per il Carnevale 2016”.“Il Casino Venier è un vero gioiello architettonico del Settecento veneziano. Voluto dal nobile procuratore Venier, ma usato anche dalla moglie Elena Priuli, nobildonna colta e raffinata, era luogo di incontri letterari, ma anche naturalmente di gioco d’azzardo dove si ballava, si facevano incontri galanti, si parlava di teatro e di letteratura. “I casin” a Venezia erano luoghi di ritrovo, di divertimento e talvolta di dissolutezza!”
Al Casino Venier abbiamo rivissuto l’atmosfera unica di questi ambienti, abbiamo trascorso una serata intima e divertente, all’insegna della musica, della danza e del teatro, il tutto accompagnato da un ottimo Prosecco e squisiti dolci . Abbiamo vissuto un Carnevale più autentico, veramente veneziano e lontano dalla folla, in compagnia delle storie e del fantasma di Casanova!

Chiostro a Venezia

Chiostro a Venezia

Il giorno seguente, dopo una pantagruelica colazione, salutiamo il nostro amico e ci dirigiamo in P.zza San Marco cullati da una piacevolissima musica, incuriositi ci avviciniamo al palco e scopriamo che una parte dell’orchestra della Fenice, rigorosamente in costume allieta tutti i passanti con estrema bravura e virtuosismi musicali. A questo punto incuriositi siamo andati al Teatro La Fenice per visitarne l’interno. I veneziani ne vanno molto fieri perchè si identificano con il simbolo ed il suo significato. Il mito dell’uccello della Fenice infatti narra che risorge sempre dalle sue ceneri e che la fine di un ciclo non comporta la distruzione di tutto, bensì permette di ripartire da dove si era arrivati per proseguire il cammino ad un livello superiore.
Proseguiamo la nostra passeggiata e raggiungiamo Palazzo Fortuny.

In bicicletta a Venezia

In bicicletta a Venezia

Un’imponente edificio quattrocentesco in stile gotico veneziano ,decentrato rispetto il Canal Grande, rimaneggiato nel corso dei secoli , dalle straordinarie dimensioni, ubicato rispettivamente su Campo San Beneto, Calle Pesaro e Rio di Ca’ Michiel . La Casa-Museo appartenuta al geniale Mariano Fortuny che gli ha dato il nome attuale,l’ha ristrutturata ed in seguito la Famiglia l’ha donata al comune e ai veneziani, oggi è sede di mostre sulle arti visive.

harry4.1
A questo punto per una pausa, mio marito ed io, decidiamo di raggiungere L’Harry’s Bar per sorseggiare il mitico aperitivo Bellini. Un locale old fashion in cui si respira cultura e storia. Ci siamo immaginati seduti a fianco a noi a fare “ Dò ciàcole” un gruppo di persone composte da Arturo Toscanini, Charlie Chaplin, Orson Welles, Peggy Guggenheim e nel tavolo di fronte invece Ernest Hemingway che prendeva appunti su un tovagliolo per un romanzo dove stava descrivendo il bar come rifugio delle tante bevute veneziane. Emozionante!
Da qui prendiamo il vaporetto per visitare il Peggy Guggenheim Collection, un museo sul Canal Grande con sede a Palazzo Venier dei Leoni della Solomon R. Guggenheim Foundation. Uno scrigno che contiene una cospicua e preziosa collezione di Arte Moderna. Questa visita l’abbiamo programmata da tempo e questa è stata l’occasione per approfittare e per soddisfare la nostra curiosità.

Venezia

Venezia

Terminata la visita, abbiamo girovagato dall’Accademia alla Basilica della Salute per prendere il vaporetto e rientrare, riprendere i bagagli, salutare e raggiungere la stazione, sempre in vaporetto.
Lungo il tragitto salutiamo la città dei Dogi che da sempre ha accolto dal mare mercanti, pescatori, nobili, turchi che hanno realizzato quel mosaico di famosi edifici ed umidi magazzini , fatti di arredi in broccato , fumose osterie e ritrovi di artisti geniali. Siamo accompagnati da alcune grida dei barcaioli lungo i canali, che gli abitanti ancora vedono, sentono, respirano e che il “Foresto” molto attento può scoprire e comprendere, tuttavia basta allungare lo sguardo per vedere una macchina turistica troppo globalizzata.

 

Block Notes:

Casino Venier

Teatro La Fenice

Palazzo Fortuny

Harry’s Bar

Peggy Guggenheim Collection

Visitare Venezia con gli occhi dei veneziani!

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *